| | Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro | |
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MILA *alla terrazza per un cherry soda*


 Registrato il : 28/12/07 Messaggi : 71 lives in : Campania Work/Study : gioco a nascondino con me stessa...ma perdo sempre Hobby : tralasciamo....cmq isterica altalenante
| Oggetto: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 9:44 am | |
| Sto rileggendo il libro dopo tanto (ma tando davvero!!!) tempo. Sto incontrando difficoltà "emozionali" , sensazioni e ricordi che mi stanno avvolgendo ma con un pizzico di volontà sto continuando a leggerlo... Il libro (sarebbe superfluo dirlo ma lo faccio lo stesso!!!) inizia con : "Era di un eccitante pazzesco." Questo indirizza il lettore verso un sogno di bambina, una speranza, un cambiamento e termina con : " L'unica strada per arrivare alla cava la vogliamo chiudere. Non avremmo comunque più alcuna voglia di ritornare su." In mezzo c'è Chris tra una speranza e una speranza negata, finita laddove non c'era alcuna voglia di continuare..o forse solo di sperare. Continuando a leggere il libro (nei primi passi) c'è Chris bambina. Dalle sue parole: ".Imparai il gioco a poco a poco: esercitare il potere sugli altri o essere schiacchiata........Avevo imparato come ci si afferma a Berlino: sempre a muso duro. Preferibilmente il più duro di tutti. Allora puoi fare il capo....Gli altri bambini semplicemente mi rispettavano. Intanto avevo compiuto otto anni" Ma non era questa la sua indole. Ma non poteva essere quello che, invece, "doveva" dimostrare per sopravvivere in una città (che potrebbe essere anche la nostra città) come Berlino. Lei era altro. E iniziò a cercare altrove dove paura e rabbia e liti non erano prerogative assolute...anzi. "Nella cantina la prima persona che notai veramente fu un ragazzo della nostra scuola....Si notava che lui si sentiva al di sopra di tutti. Si chiamava Piet. Piet faceva parte di un gruppo che stava sempre in disparte. In ogni caso loro davano l’aria di non essere come gli altri ragazzetti che stavano in giro. Tutto il gruppo era di un forte pazzesco....Kessi conosceva questi ragazzi e mi presentò a loro. Io ero agitata e trovavo stupendo che Kessi mi poteva far avvicinare questi ragazzi. Perché tutti gli altri nella «Haus der Mitte» avevano un timore reverenziale di questo gruppo. Noi addirittura ci potemmo sedere con loro......Per me i ragazzi che conoscevo erano loro stessi delle star.......Quelli che facevano parte del gruppo erano superiori per una dimensione che per me era del tutto nuova. Non erano rumorosi, non si picchiavano, non si davano arie. Erano molto silenziosi. La loro superiorità mostravano di averla semplicemente da se stessi. Fra di loro anche si comportavano in maniera molto liscia. Non c’era mai una lite. Ed ognuno del gruppo quando arrivava, veniva accolto dagli altri con un bacetto sulla bocca......Avevo già imparato un sacco di cose, non solo la musica che a loro piaceva, ma anche la lingua che parlavano. Era diversa, come del resto tutto in loro. Mi ero concentrata sulle frasi che avevo sentito dire da loro. Per me erano più importanti dei vocaboli inglesi o delle formule di matematica. Piet e Kathi ci stettero subito. Io ero terribilmente contenta.....Era andata esattamente come avevo sognato. Che invitavo Piet e Kathi da me a casa e che facevo per davvero parte del gruppo. Mi venne un po’ di tristezza. Adesso che ero stata accolta nel gruppo, pensai che in realtà non facevo affatto parte di loro. Per queste faccende con i ragazzi ero troppo giovane. Adesso sapevo con esattezza che in queste cose non ce l’avrei fatta......Kathi si infilò in mezzo. Appena cominciò il film lui si mise da capo ad accarezzarmi. Ad un certo punto la sua mano mi andò in mezzo alle gambe. Non mi difesi. Ero veramente paralizzata. Avevo una paura pazzesca di qualsiasi cosa. A un tratto volevo scappare via. Poi ho nuovamente riflettuto. «Christiane, questo è il prezzo da pagare perché tu ora fai parte di questo gruppo». Mi sono lasciata fare tutto su di me e non ho detto niente. In qualche modo avevo anche un’ammirazione pazzesca per questi tipi.Malgrado questa storia con Kathi io facevo parte del gruppo. Per gli altri in realtà ero la piccola ma pur sempre una del gruppo. Nessuno dei ragazzi tentò di toccarmi. Se ne era parlato in giro ed era stato pienamente accettato che io mi sentivo troppo giovane per combinare qualcosa coi ragazzi. Tra noi le cose erano differenti che tra gli «etilici». Chiamavamo etilici quelli che si stravolgevano con la birra e la grappa. Da loro le ragazze che facevano le smorfiose venivano trattate in una maniera terribilmente brutale. Queste ragazze venivano prese in giro, offese ed erano liquidate. Da noi la brutalità non c’era proprio. Noi ci accettavamo l’un l’altro così come eravamo. Noi in un certo senso eravamo tutti uguali o comunque vivevamo lo stesso trip. Ci capivamo senza troppe chiacchiere. Quelli del gruppo non erano mai rumorosi o volgari. Il bla-bla-bla degli altri non ci scomponeva. Ci sentivamo superiori.Io ancora non mi sentivo proprio come tutti gli altri. Per esserlo, pensavo, ero ancora troppo giovane. Ma gli altri erano i miei modelli. Volevo essere possibilmente come loro, o diventare come loro. Da loro volevo imparare perché pensavo che sapevano quale era la maniera liscia di vivere e non di farsi toccare da tutti gli stronzi e da tutta la merda. Comunque già dai miei genitori e dagli insegnanti non mi facevo più dire niente. Per me il gruppo ora era tutto quello che c’era di importante nella mia vita. Esclusi i miei animali.Nell’aspetto esterno pure cambiai totalmente. Diventai di una magrezza, incredibile perché non mangiavo quasi nulla. Tutti i calzoni mi stavano troppo larghi. La mia faccia crollò. Stavo molto davanti allo specchio, mi piaceva molto come cambiavo. Sempre di più somigliavo agli altri del gruppo. Finalmente non avevo più la mia faccia di bambina innocente. Ero fissata totalmente sul mio aspetto. Mia madre naturalmente era ancora sveglia. Ci fu il solito bla-bla. Dove ero stata. Così non si poteva andare avanti. Assolutamente. Mia madre mi appariva terribilmente ridicola. Grossa e grassa nella sua camicia da notte bianca, la faccia sconvolta dalla rabbia. Come i piccolo borghesi nella metropolitana. Non dissi una parola. Comunque con lei non ci parlavo più. In ogni caso parlavo solo delle cose di maggiore necessità e di minore interesse. Non volevo da lei né tenerezza né contatto. Mi ero fatta l’idea - per lo meno così avevo pensato qualche volta - che non avevo più bisogno né di una madre né di una famiglia."
Lei era altro e cercava altro. Ritrova un modello che a casa non poteva seguire perchè lei non era violenza..ma voleva stare tranquilla..in pace appunto..il gruppo (sebbene steriotipato e cmq nei sui mebri uguale) era la sua casa. E come dice lei Non aveva più bisogno nè di una madre nè di una famiglia. Aveva solo 12 anni. Questi primi passi mi toccono molto. Sono molto importanti nel percorso di Chris (ovviamente a mio avviso) Tutto quello che voleva era solo vivere in un modo che altrove (famiglia e nel gruppetto di Gruppiustadt )non aveva trovato. Come darle torto, come dirle che avrebbe potuto trovare altro quando fino ad allora aveva conosciuto (a scuola, nei giochi con glialtri bimbi e a casa soprattutto) cherabbia, violenza e la c.d. legge del più forte? Capisco e sento molto vicino il suo modo di reagire a tutto questo soprattutto in un'età particolare come i 12 anni.
Scusate questo post un pò lunghetto..volevo solo condividere con voi tutti le mie sensazioni. Un bacio a tutti |
|  | | VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 1:21 pm | |
| anche io adoro la frase finale L'unica strada per arrivare alla cava la vogliamo chiudere. Non avremmo comunque più alcuna voglia di ritornare su." è molto significativa,mi da un senso di libertà,pero' lascia anche uno spiraglio di luce che non sa dove andrà... poi ci sono particolarmente legata perchè anche nella mia vita,proprio verso i 16 anni,spesso mi sono ritrovata con gli amici in una cava abbandonata,era il nostro posto,il posto in cui si parlava di qualunque cosa e questa frase mi tornava sempre in mente,nel buio di quella cava abbandonata illuminata solo dalla luna ..... tutta la parte della sua infanzia selvaggia soprattutto il rapporto con il padre,uomo fragile,immaturo,viziato e arido,la sento molto vicina solo che io ero molto piu strafottente di christiane non volendo nemmeno io un rapporto con mio padre "Con i miei jeans e con i tacchi alti stavo per strada quasi ogni sera fino alle dieci.A casa mi sentivo schifata. Ma trovavo anche bella la libertà che avevo. piccola" frase molto significativa per me anche io in adolescenza ho sentito la stessa sensazione,non riuscivo proprio a stare a casa,non volevo averci niente a che fare,fuggivo da tutte le sensazioni spiacevoli ,la rabbia,il poco affetto,la pochissima stabilità e armonia familiare,il mondo era fuori,tra la gente buona o cattiva che conoscevo e anche io come lei iniziavo ad esplorare me stessa e il mondo mettendomi alla prova
In qualche modo dovevo sempre stravolgermi. Ero sempre sballata totale.Volevo esserlo, per non dovermi confrontare con tutto il casino a scuola e a casa.....Mi feci la riga in mezzo e mi pettinai con i capelli sul viso.Volevo avere un aspetto misterioso. Nessuno doveva penetrarmi con lo sguardo anche qui stesse sensazioni provate,voglia di evasione,di andare contro tutto e tutti,di colpire gli altri,mentre colpivo anche me stessa E non lasciarmi avvicinare da nessuno,lasciarmi scivolare ogni negatività delle persone addosso,proseguire come un treno e preservare il mio cuore di pietra...
questi piccolo borghesi erano come sempre. Solo che ora nelle loro facce si vedeva ancora più chiaramente che razza di disgustosi piccolo borghesi fossero. Mi immaginavo che loro adesso venivano da qualche osteria di merda o da qualche luogo di lavoro di merda. Poi queste facce da maiali andavano a letto, poi di nuovo al lavoro e poi guardavano la televisione. Pensai: puoi essere felice di essere diversa, e di avere il tuo gruppo. Puoi essere felice del fatto che adesso sei in acido, hai la capacità di realizzare e vedi che razza di piccolo borghesi ci stanno nella metropolitana. Questo più o meno era quello che pensavo. Che ho pensato anche nei trip successivi. Poi ho avuto paura di queste maschere. Guardai Piet: anche lui sembrava come più brutto del solito. La sua faccia era molto minuta in confronto alle facce da maiali. queste stesse identiche cose dette da christiane le ho provate pari pari anche io e ancora oggi le provo,il rifiuto verso le omologazioni,verso uan vita precostruita e programmata che sicuramente ha i suoi piccoli e semplici piaceri che bisogna apprezzare ma ne ho sempre avuto un rifiuto e mi sono sempre sentita diversa,ne migliore,ne peggiore,ma diversa si e nello stesso tempo-proprio come christiane nota-anche quella sensazione di paura verso cio' che invece non rientrava nella vita piccolo borghese(la faccia di piet stravolta e il chiedersi" ma cosa sto facendo?? sto andando oltre??")
Il mio subconscio forse queste bugie non le credeva. Quando qualcuno mi parlava di ero scattavo. Gridavo e gli urlavo: «smamma!». Come dopo il primo sniffo, quando Astrid mi aveva aggredita. E cominciai a odiare tutte le ragazze della mia età che vedevo che erano sulla mia stessa strada. Le beccavo nella metropolitana e al Sound, le ragazzine che provavano l’hascisc o l’acido, che già tentavano di vestirsi come le bucomani, le vagabonde di dodici, tredici anni che gironzolavano al Sound. Mi dicevo sempre: «Questo piccolo pezzo di merda approda all’eroina». Malgrado fossi molto tranquilla, queste ragazzine mi rendevano veramente aggressiva. Le odiavo realmente. Allora però non arrivavo a capire che in realtà odiavo me stessa. idem
"Non avevo mai dovuto pregare nessuno.... Adesso nessuno ti può più trattare di merda. Adesso sei tu quella che tratta di merda gli altri." questa è una delle frasi piu belle per me nel libro è stato un mio motto di vita per tantissimo tempo,soprattutto nei momenti in cui mi rendevo conto di qualcosa,degli errori,delle strade che stavo prendendo e comunque è una frase stupenda,racchiude molto
Il quarto giorno stavo così bene da potermi alzare. Avevo ancora venti marchi nei jeans e questi venti marchi mi rendevano nervosa. Perché venti marchi sono la metà esatta di quaranta marchi. E pensavo: se tu avessi ancora quaranta marchi potresti comprarti l’ultima pera prima di andare domani al Narkonon.Parlavo con il mio gatto malato. Gli dicevo che non era così brutto se lo lasciavo solo per una, due ore. Gli diedi con la mia siringa camomilla e glucosio, l’unica cosa che ancora riusciva a trattenere e gli dissi: «Anche tu non morirai ». Volevo passeggiare ancora una volta tutta eccitata per il Kuddam. questo pezzo è molto bello,ci vedo quasi una voglia di ricominciare,di nuovo,dall'inizioe di volercela fare,una piccola speranza,ma anche la sensazioni di non dirsi una bugia c'è una forte ambivalenza significativa
"Cento metri più avanti, davanti a un negozio di jeans, cascammo nel bel mezzo del giro della droga di Norderstedt. Naturalmente ho sgamato subito che quelli che stavano lì erano bucomani. Poi come prima cosa mi immaginai che tutti mi guardavano. Che mi riconoscevano immediatamente come una bucomane. Diedi proprio di matto, in preda al panico totale. Mi aggrappai al braccio di mia zia e le dissi che dovevo andarmene subito via. Anche lei sgamò qualcosa e affermò: «Ma perché. Tu con queste cose non hai più niente a che fare». Dissi: «PIANTALA,NON POSSO ANCORA VERIFICARLO" quest'ultima frase si puo' ricollegare perfettamente alla discussione in let's talk è perfetta questa frase,per spiegare tante cose....
ci sono tantissime altre parti che mi hanno colpito per le parole o la situazione ,o parti che sento vicine a me e la mia vita il buco finale di christiane,parti relative a babsi,il periodo del sound e la parte in cui la madre di christiane la salva,portandola lontano da Berlino,tutti i pensieri che ha fatto per me è difficile rispondere a questo bellissimo post il libro di christiane mi da veramente troppe,molte sensazioni ,leggendo ogni pagina e veramente dovrei ricopiare tutto il libro in ogni singola parte ho cercato di fare una sintesi per ora,inoltre come ti ho detto via msn,MILA sai che non posso postare tutto quello che ho ritrovato della mia vita nel libro.. _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
|  | | MILA *alla terrazza per un cherry soda*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 1:36 pm | |
| Carissima, come non darti ragione quando dici ke si dovrebbbe trascrivere l'intero libro!!! questa è un'altra pagina .... "La mia famiglia era il mio gruppo. Lì c’era qualcosa come amicizia, tenerezza e io un certo senso anche amore. Già solo il bacio di saluto che ci davamo mi piaceva da impazzire. Ognuno baciava l’altro teneramente e amichevolmente. Mio padre non mi aveva mai baciato così. Nel gruppo problemi non ce n’erano. Nessuno opprimeva l’altro con la merda di quello che gli succedeva a casa o sul lavoro. Quando stavamo insieme per noi non esisteva il mondo miserabile degli altri. Parlavamo di musica e di droga. Qualche volta di vestiti e della gente che prendeva a calci in culo questa società di poliziotti. Ci piaceva chiunque faceva uno scasso, rubava una macchina o rapinava una banca. Dopo il mio viaggio mi sentivo proprio uguale agli altri del gruppo. Il trip era stato una visione incredibile."
Tutto quello che i famiglia nn si resce a trovare, ovviamente, si cerca fuori..e si cerca anke il modo con cui combattere quello che, incosciamente, sai benissimo ke NON DEVE andare in quel modo.
Innaturalemnte fasciati da piacevoli e sublimari profumi...ce ne staVAmo lì..a contare i minuti che ci separavano da noi e il NOI altro.. per scoprire che dentro non c'era altro che smog... fuori un prato..un fiore...un amore ankora da sognare... forse illusioni... forse l'unika maniera per sopravvivere.... |
|  | | VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 1:47 pm | |
| | MILA ha scritto: | Carissima, come non darti ragione quando dici ke si dovrebbbe trascrivere l'intero libro!!! questa è un'altra pagina .... "La mia famiglia era il mio gruppo. Lì c’era qualcosa come amicizia, tenerezza e io un certo senso anche amore. Già solo il bacio di saluto che ci davamo mi piaceva da impazzire. Ognuno baciava l’altro teneramente e amichevolmente. Mio padre non mi aveva mai baciato così. Nel gruppo problemi non ce n’erano. Nessuno opprimeva l’altro con la merda di quello che gli succedeva a casa o sul lavoro. Quando stavamo insieme per noi non esisteva il mondo miserabile degli altri. Parlavamo di musica e di droga. Qualche volta di vestiti e della gente che prendeva a calci in culo questa società di poliziotti. Ci piaceva chiunque faceva uno scasso, rubava una macchina o rapinava una banca. Dopo il mio viaggio mi sentivo proprio uguale agli altri del gruppo. Il trip era stato una visione incredibile."
Tutto quello che i famiglia nn si resce a trovare, ovviamente, si cerca fuori..e si cerca anke il modo con cui combattere quello che, incosciamente, sai benissimo ke NON DEVE andare in quel modo.
Innaturalemnte fasciati da piacevoli e sublimari profumi...ce ne staVAmo lì..a contare i minuti che ci separavano da noi e il NOI altro.. per scoprire che dentro non c'era altro che smog... fuori un prato..un fiore...un amore ankora da sognare... forse illusioni... forse l'unika maniera per sopravvivere.... |
la stavo trascrivendo anche io questa frase sai??? sono consapevole che nell'adolescenza c'è la fitta ricerca di se stessi e spesso si cerca un'aggregazione del gruppo pero' secondo me la totale dipendenza da un gruppo lo vedo come un simbolo di troppa fragilità _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
|  | | MILA *alla terrazza per un cherry soda*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 2:07 pm | |
| Non credi ke chris lo fosse? non credi ke la maggioranza delle persone lo possa essere a 12 anni, vivendo quello che tsva vivendo chris lo possa essere? Personalmente ho da sempre rifiutato la mia famiglia. e ankora oggi (ch esono grandetta) sono portata a starmene per fatti miei o con gli amici..nn cerco l amia famiglia..cerco gli amici.. Loro nn ti vogliono bene perchè "DEVONO"..ma semplicemente perchè lo vogliono.. forse insieme alla fragilità(che ci stà ) c'è anke la voglia di stare con persone che si è scelti..nn imposte...e verso cui nn ci sono sensi di colpa se nn li vuoi più bene.. 'nsomma un pò un casino |
|  | | witchViolet *girovaghi per la stazione*

 Registrato il : 06/03/08 Messaggi : 86
| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 2:11 pm | |
| mi intrometto anke io in questa discussione,ke tra parentesi trovo davvero molto molto interessante.
in realtà non mi metterò a copiare frasi,primo perchè non ho qui a portata di mano il libro..e secondo perchè copierei pari pari tutto ma davvero tutto quello ke avete scritto e commentato voi.anke per me era così,esattamente così..la voglia di fuga dalla famiglia e dall'aggressività ke sembrava dominare tutto l'ambiente circostante,il mostrarsi diversa da come si è realmente per essere accettati da persone ke in fondo con noi non hanno nulla a ke fare,la voglia di rifugiarsi in un gruppo..di essere accettati da questo,il disprezzo per la superficialità degli altri ("i piccolo borghesi") e anche quel certo senstirsi come "superiore" proprio perchè diversa....tutto identico...mi fermo qui perchè sarebbe intile ricopiare le vostre parole.
io ci aggiungerei per quanto mi riguarda tutte le parti un cui detlef e christiane si trascinano dietro l'uno con l'altra...un pò consapevolmente e un pò no...in cui si raccontano bugie e mezze bugie,consapevoli e inconsapevoli di farlo,tutta la parte dopo la prima disintossicazione in particolare...perchè cavolo è esattamente così,c'è davvero poco altro da aggiungere... |
|  | | MILA *alla terrazza per un cherry soda*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 2:36 pm | |
| Ripeto witch..non credo ke tu ti debba scusare perchè non ti intrometti da nessuna parte..è un forum e in quanto tale aperto a tutti nelle sue discussioni. Detto questo aggiungo che sono daccordo con te quando parli delle bugie che si dicono.. e se ne dicono tante..magari per contiunare a sperare..kissà..e per nascondere all'altro situazioni che ci feriscono..per sembrare di essere superiori..perchè anche se si ama l'altra persona si ha , cmq, una sorta di orgoglio..che ci porta a voler sembrare meglio dell altro... e cmq in certe situazioni la bugia è l'unika verità. continua a scrivere witch.. senza sentirti di troppo, però!!! |
|  | | VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 2:53 pm | |
| | MILA ha scritto: | Non credi ke chris lo fosse? non credi ke la maggioranza delle persone lo possa essere a 12 anni, vivendo quello che tsva vivendo chris lo possa essere? Personalmente ho da sempre rifiutato la mia famiglia. e ankora oggi (ch esono grandetta) sono portata a starmene per fatti miei o con gli amici..nn cerco l amia famiglia..cerco gli amici.. Loro nn ti vogliono bene perchè "DEVONO"..ma semplicemente perchè lo vogliono.. forse insieme alla fragilità(che ci stà ) c'è anke la voglia di stare con persone che si è scelti..nn imposte...e verso cui nn ci sono sensi di colpa se nn li vuoi più bene.. 'nsomma un pò un casino |
infatti christiane lo era e lo è,molto fragile,forse troppo era esageratamente dipendente dal gruppo,da detlef,sempre da qualcosa o qualcuno e ribadisco in certe fasi della vita ci sta ma dipendere sempre e totalmente d qualcosa e qualcuno diventa deletereo secondo me per lo sviluppo della propria personalità io amo christiane ma il suo lato troppo fragile e dipendente non lo tollero(come non lo tollero in generale nelle persone)anche dopo il libro avrebbe potuto fare tanto e non parlo di smettere con la droga perchè non è facile ma avrebbe potuto sfruttare meglio la popolarità e mettere a punto la sua intelligenza perchè quella ragazza ne aveva molta è vero la famiglia ci viene imposta,personalmente io rifiuto l'ideale di famiglia finto,che deve stare per forza insieme eccc,per come sono cresciuta io e per come ho vissuto la famiglia non sento questo forte valore,probabilmente perchè non ne ho mai avuta una solida il mio unico punto fermo è rimasto mia madre nonostante i casini che ci sono stati stop poi la mia vita è andata al di là della famiglia,ne sono rimasta fuori,proprio perchè forse non c'era e quel poco che c'era non mi interessava,avevo altrove la mia vita... lo stesso discorso lo faccio adesso per le amicizie,sono piu grande e faccio anche una certa selezione,quando si è adolescenti si hanno spesso relazioni sociali piu superficiali io vivo sempre seguendo il"motto" che ognuno alla fine pensa per se(il mio cinismo che esce fuori e che mi ha portato a pensare questo) _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 3:10 pm | |
| Scusami vera ma nn sono pienamente daccordo kon te quando "aacusi" chris di essere stata troppo fragile. Sono daccordo quando dici che la fragilità può essere deleteria per lo sviluppo della personalità .a mi permetto di "giustificare" chris in quanto la sua personalità , il suo sviluppo è stato condizionato da subito cioè dal momento in cui si sarebbe dovuta strutturare in modo "normale". Un modo che contempla l afragilità ma che, allo stesso tem,po viene "aiutata" da delle figure adulte e vicino alei che, però, lei non ha trovato. La sua disintossicazione è stat per lo più solo fisica. Non credo ke abbia avuto un reale supporto terpeutico quindi la sua intelligenza, la sua forza non ha avuto modo di crescere e maturare dentro di lei. Vabbeh forse la cosa è molto più complicata e io nn sono all'altezza di poter capire certe cose...dico solo la mia |
|  | | VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 3:23 pm | |
| | MILA ha scritto: | Scusami vera ma nn sono pienamente daccordo kon te quando "aacusi" chris di essere stata troppo fragile. Sono daccordo quando dici che la fragilità può essere deleteria per lo sviluppo della personalità .a mi permetto di "giustificare" chris in quanto la sua personalità , il suo sviluppo è stato condizionato da subito cioè dal momento in cui si sarebbe dovuta strutturare in modo "normale". Un modo che contempla l afragilità ma che, allo stesso tem,po viene "aiutata" da delle figure adulte e vicino alei che, però, lei non ha trovato. La sua disintossicazione è stat per lo più solo fisica. Non credo ke abbia avuto un reale supporto terpeutico quindi la sua intelligenza, la sua forza non ha avuto modo di crescere e maturare dentro di lei. Vabbeh forse la cosa è molto più complicata e io nn sono all'altezza di poter capire certe cose...dico solo la mia |
io christiane la trovo maledettamente fragile e ti ripeto avrebbe in seguito potuto sfruttare maggiormente la sua intelligenza e sensibilità ma non ha voluto,lo ha detto piu volte nelle interviste capisco che a 12-13 anni non c'è maturità,non c'è forse quella forza di carattere che arriva dopo(ma che molte persone hanno gia indipendentemente dall'età) ma se seguiamo tutta la sua storia,notiamo che ad ogni intoppo christiane cede dal primo ragazzo biondo per il quale ha una cotta ,a detlef,dal quale dipendeva moltissimo lei faceva tutto quello che facevano gli altri,spesso non riflettendo con la sua testa ora ripeto ci sta l'ingenuità,ci sta la voglia di provare,ci sta la mancanza di punti fermi,ci sta tutto,ci sta anche il fatto che quando entri nel giro,non è facile uscirne e se ne esci ti porti sempre qualcosa dentro,pero' non si puo' arrivare a pensare che è caduta nella droga perchè era il contesto che l'ha spinta a caderci,una buona percentuale la ottiene anche il contesto,ma la grande percentuale io la delego al carattere non ha avuto un'infanzia meravigliosa ok,ma chi nella vita non ha avuto i suoi problemi e traumi,ne vogliamo parlare???inoltre a quanto pare aveva una madre molto presente lei pero' si è ritrovata in un periodo di ribellione,che io in tal senso capisco perfettamente _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
|  | | MILA *alla terrazza per un cherry soda*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Lun Mag 05, 2008 3:29 pm | |
| Beh allora allora ho frainteso..perchè anke io sono pienamente daccordo sul fatto ke non è il contesto a spingerti a certe situazioni. Si sceglie, cmq, da soli...di questo ne sono convinta. |
|  | | witchViolet *girovaghi per la stazione*

 Registrato il : 06/03/08 Messaggi : 86
| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Mar Mag 06, 2008 2:23 pm | |
| io stavo per dare ragione a entrambe,e l'ultimo messagio di mila me lo ha un pò confermato.
si lei era molto fragile,e sicuramente è ciò che ha influito in larga maggiornanza sulle sue scelte future,però non credo ke questo sia una cosa così negativa come dicevi tu vera.nel senso ke una persona così fragile in fondo finisce per danneggiare solo se stessa.e non so perchè..ma io preferisco una persona eccessivamente fragile..dipendente dagli altri,ke una eccessivamente stronza e bastarda.questa ovviamente è una mia considerazione personale.in fondo non so come dire..probabilmente con una personalità così ci nasci..e fortificarsi non è sempre così automatico nella vita.xdelle cose credo ke lei sia rimasta un pò sempre così,com'era nel libro.l'unica cosa su cui sono d'accordo con quello ke dite è ke sicuramente con tutti i soldi ke ha tirato su con il libro il film e il resto avrebbe potuto sfruttarli meglio.ok la finisco.perdonate la psicologia spicciola del post. |
|  | | MILA *alla terrazza per un cherry soda*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Mar Mag 06, 2008 3:16 pm | |
| sarà che ho un pò di febbre ma forse nn ho kapito bene se sei d'accordo o meno...cioè all'iizio dici che stavi per darci ragione....poi dici che l'unika cosa con cui sei d'accoerdo riguarda l'uso ke avrebbe potuto fare dei soldi...scusami witch (e lo dico sinceramente) forse sono io che nn sto tanto kon la testa per via della febbre..ma davvero nn ho capito. un bacio |
|  | | VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


 Registrato il : 22/10/07 Messaggi : 765 lives in : *Berlino*Wessi ;) Work/Study : student that loves the rock 60's and 70's/punk 76's/art/travel/dark and the night/photography and so Hobby : Irrequieto
| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Mar Mag 06, 2008 4:13 pm | |
| | witchViolet ha scritto: | io stavo per dare ragione a entrambe,e l'ultimo messagio di mila me lo ha un pò confermato.
si lei era molto fragile,e sicuramente è ciò che ha influito in larga maggiornanza sulle sue scelte future,però non credo ke questo sia una cosa così negativa come dicevi tu vera.nel senso ke una persona così fragile in fondo finisce per danneggiare solo se stessa.e non so perchè..ma io preferisco una persona eccessivamente fragile..dipendente dagli altri,ke una eccessivamente stronza e bastarda.questa ovviamente è una mia considerazione personale.in fondo non so come dire..probabilmente con una personalità così ci nasci..e fortificarsi non è sempre così automatico nella vita.xdelle cose credo ke lei sia rimasta un pò sempre così,com'era nel libro.l'unica cosa su cui sono d'accordo con quello ke dite è ke sicuramente con tutti i soldi ke ha tirato su con il libro il film e il resto avrebbe potuto sfruttarli meglio.ok la finisco.perdonate la psicologia spicciola del post. |
no witch non sono d'accordo con la tua frase sulle personalità forse ho frainteso,pero' dove sta scritto che chi è tendenzialmente piu fragile sia piu buono,meno bastardo,piu dolce e vero e chi sia invece piu forte sia automaticamente classificato come una persona stronza??? avere una personalità forte non significa essere bastardi saro' di parte ma andando un attimino off topic e parlando di indole,in generale preferisco chi nella vita sa vedersela sa contare su se stesso,chi si prende le sue responsabilità,non ha bisogno della presenza degli altri,chi non si piange addosso o fa la vittima (questo restando da fuori dalla personalità di christiane f. ) _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Mer Mag 07, 2008 1:58 pm | |
| mi sa ke ho fatto un mezzo casino e non mi sono spiegata bene.avevo poco tempo e non ho riletto quello che avevo scritto.in realtà sono passata un pò da un argomento all'altro pensando che chiunque potesse seguire il filo logico dei miei pensieri :D allora quando dicevo di essere d'accordo con voi due era nei messaggi prima,quando mila aveva detto ke allora dicevate cose simili in modi diversi (se non si capisce trovo il messaggio) sulla personalità di christiane che l'ha poi portata a fare le scelte che ha fatto etc. poi cambiavo argomento...vera in realtà intendevo un'altra cosa...cerco di spiegarmi meglio anche se temo di nuovo di andare ot.il fatto è che personalmente ho un'ammirazione incredibile per chi caratterialmente è come dici tu,indipendente,autonomo etc,xò non riesco a vedere in maniera così negativa ki non lo è(vittimismo e autocommiserazione a parte ke sono cose che detesto parecchio anche io,sarà che ne vedo fin troppe in generale)però posso capire come la scarsa autostima,la dipendenza dagli altri,i complessi di inferiorità possano condizionare scelte e comportamenti e a volte siano cose che non si riesce a vincere,diciamo che mi sembrava ke emergesse un tuo pensiero negativo verso alcuni aspetti di carattere ke poi erano di christiane..semplicemente io non riesco a vederla così.la cosa del bastardo in realtà non centrava nulla col concetto ke volevo esprimere e non so nemmeno perchè mi è uscita,forse ho voluto semplificare troppo e alla fine è uscito un casino. bene.fine ot.spero di essermi fatta capire un pò di + ora.e scusatemi xla confusione. |
|  | | VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Mer Mag 07, 2008 2:11 pm | |
| | witchViolet ha scritto: | mi sa ke ho fatto un mezzo casino e non mi sono spiegata bene.avevo poco tempo e non ho riletto quello che avevo scritto.in realtà sono passata un pò da un argomento all'altro pensando che chiunque potesse seguire il filo logico dei miei pensieri :D allora quando dicevo di essere d'accordo con voi due era nei messaggi prima,quando mila aveva detto ke allora dicevate cose simili in modi diversi (se non si capisce trovo il messaggio) sulla personalità di christiane che l'ha poi portata a fare le scelte che ha fatto etc. poi cambiavo argomento...vera in realtà intendevo un'altra cosa...cerco di spiegarmi meglio anche se temo di nuovo di andare ot.il fatto è che personalmente ho un'ammirazione incredibile per chi caratterialmente è come dici tu,indipendente,autonomo etc,xò non riesco a vedere in maniera così negativa ki non lo è(vittimismo e autocommiserazione a parte ke sono cose che detesto parecchio anche io,sarà che ne vedo fin troppe in generale)però posso capire come la scarsa autostima,la dipendenza dagli altri,i complessi di inferiorità possano condizionare scelte e comportamenti e a volte siano cose che non si riesce a vincere,diciamo che mi sembrava ke emergesse un tuo pensiero negativo verso alcuni aspetti di carattere ke poi erano di christiane..semplicemente io non riesco a vederla così.la cosa del bastardo in realtà non centrava nulla col concetto ke volevo esprimere e non so nemmeno perchè mi è uscita,forse ho voluto semplificare troppo e alla fine è uscito un casino. bene.fine ot.spero di essermi fatta capire un pò di + ora.e scusatemi xla confusione. |
si witch ci siamo capite premesso che oggi non ci sto tanto(se hai letto i messaggi privati te ne sarai accorta ) comunque si io non apprezzo(ma non giudico) molto la fragilità nelle persone e in christiane( che io adoro,per me è un pezzo di me e della mia vita)vale lo stesso mi viene rabbia quando vedo una persona che ha delle potenzialità e le butta cosi solo per una sua predisposizione alla dipendenza altrui,al trovare sempre la colpa di tutto in altro ad avere sempre una giustificazione pronta per cio' che si fa,ma non per le sue conseguenze è una cosa che realmente non tollero in generale io sono piu per un ragionamento del genere ossia:faccio una grande cavolata??bene me ne prendo le conseguenze voglio fare una cavolata?? la faccio perchè la voglio fare e non perchè qualcuno mi ci ha quasi spinto nella cavolata mi metto in gioco io e non il farmi inconsciamente trascinare da qualcuno che ritengo sia un modello _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
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 Registrato il : 06/03/08 Messaggi : 86
| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Mer Mag 07, 2008 2:19 pm | |
| chiarissimo  |
|  | | MILA *alla terrazza per un cherry soda*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Sab Mag 10, 2008 8:00 pm | |
| "Non fu certo così che io, povera ragazza, venni presa di mira consapevolmente da un perfido bucomane o da uno spacciatore, come si legge sempre sui giornali. Non conosco praticamente nessuno che sia stato spinto a bucarsi contro il suo desiderio. La maggior parte dei giovani all’eroina ci arrivano da soli, quando sono maturi per farlo come lo ero io. Il faticoso blaterare di Pollo mi rendeva solo testarda. Lui adesso stava a rota, non era più il tipo stupendo e compassato ma un poveraccio che dipendeva da me. Non volevo farmi dare ordini. Dissi: «Prima di tutto la maggior parte della roba è mia perché ho rimediato i soldi. Secondo non dire cazzate. Io non sarò mai così dipendente come te. Mi so controllare benissimo. La provo una volta e poi chiudo». Ancora non lo sapevo come si è deboli quando si è a rota. Pollo comunque sembrò colpito da quello che dicevo. Non aprì più bocca. Bernd biascicò ancora qualcosa ma non lo stetti a sentire. Dissi solo che se non mi facevano provare allora mi dovevano dare tutta la mia parte. Andammo in un portone. E Bernd divise equamente la roba in tre parti. Adesso ero terribilmente eccitata per la roba. Non avevo nessun ripensamento, nessun rimorso di coscienza. Volevo provarla subito per sentirmi finalmente di nuovo bene"
beh questo pikkolo passo può terminare qui la questione della fragilità o meno ...poi ognuno ha le sue opinioni..ovviamente
ciao |
|  | | VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Dom Mag 11, 2008 11:08 am | |
| "Ero, credo, felice che questo fosse accaduto. Se non avessi provato l’ero non sarei mai più tornata con Detlef. Mi immaginavo che sarei rimasta una bucomane del fine settimana. E al di là di questo mi immaginavo che avrei potuto salvare Detlef dal diventare un vero bucomane. Queste erano le bugie che mi facevano essere felice."
altro pezzo su cui riflettere e che la cie lunga sulla fragilità...
Senza rifletterci sopra gran che mi ero già scissa in due persone radicalmente diverse. Scrivevo lettere a me stessa. Christiane scriveva lettere a Vera. Vera è il mio secondo nome. Christiane era la quattordicenne che voleva andare dalla nonna, in qualche modo era la buona; Vera era la bucomane. E le due litigavano ore per lettera.
questo mi piace tantissimo _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
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| Oggetto: Re: Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro Dom Mag 11, 2008 11:34 am | |
| infatti carissima vera..hai ragione..
sai mi ero scordata di questo pezzo sulle lettere di chris a vera...davvero molto significativo.... |
|  | | | Riflessioni, pensieri su alcuni passi del libro | |
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