VERA BOWIE *ADMIN OF C.F. FORUM*


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| Oggetto: IL DRAMMA DI CHRISTIANE F. CONTINUA.... Lun Ago 11, 2008 8:14 pm | |
| grazie ad una segnalazione di Will,mi spiace ricevere questa notizia e informare tutti voi
vi riporto un articolo su christiane f. L'autrice di "Noi ragazzi dello zoo di Berlino" è ripiombata nell'inferno Secondo il tabloid BZ, ha cercato di fuggire in Olanda, è senza lavoro e senza soldi Il dramma di Christiane F. Ancora droga, le tolgono il figlio BERLINO - E' ripiombata nell'inferno della droga Christiane F., al secolo Christiane Vera Felscherinow, autrice del romanzo "Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino", che descriveva in maniera autobiografica il dramma di una ragazzina di 13 anni catapultata nel buio della tossicodipendenza e della prostituzione. Dal libro venne tratto anche un film. Il tabloid berlinese B. Z. ha riferito ieri che le autorità municipali di Potsdam-Mittelmark hanno tolto a Christiane, 46enne, la custodia del figlio di 11 anni: la causa è proprio la ricaduta della madre nella dipendenza dall'eroina. Il giornale mette la storia in prima pagina, con una grande foto della protagonista e il titolo "Un altro crollo. Via il bambino".
L'articolo spiega che Christiane è tornata nell'abisso a partire dal febbraio scorso, quando insieme al figlio e al suo compagno tentò di emigrare in Olanda. Non appena l'Ufficio comunale per l'Infanzia venne a conoscenza del proposito, incaricò la polizia di prelevare dall'abitazione della donna il bambino, per assegnarlo in custodia a un istituto. La madre riuscì tuttavia a riprenderselo pochi giorni dopo e a recarsi ad Amsterdam, dove tornò a fare uso di alcool ed eroina. Rimasta senza risorse, Christiane in giugno è tornata in Germania e, sul treno che la conduceva a Berlino, si è presentata spontaneamente alle forze dell'ordine, chiedendo di potersi riprendere cura del figlio. BZ scrive che negli ultimi tempi la donna frequentava gli ambienti dei tossicodipendenti presso la 'Kottbusser Tor', nella zona di Kreuzberg. Un portavoce delle autorità comunali ha confermato che al momento attuale "è escluso" che il bambino possa tornare a vivere insieme alla madre, mentre anche la nonna del minore si è detta "sconvolta" per il ritorno di Christiane alla droga, aggiungendo di non saper più che cosa fare per aiutarla. "Deve tornare a essere padrona della sua vita", ha detto. "Questa è l'unica possibilità che ha di riavere suo figlio". Da quando scrisse il suo famoso romanzo, diventato un best-seller in Germania e in altri Paesi europei, Christiane F. è a lungo riuscita a vivere dei proventi dei diritti d'autore, dopo essersi sottoposta a una terapia di disintossicazione a base di metadone. La sua prima esperienza con la droga risale a quando aveva 13 anni; a 14 cominciò a prostituirsi intorno alla 'Bahnhof Zoo', la stazione berlinese vicina al giardino zoologico che ispirò il titolo del libro, per riuscire a procurarsi il denaro necessario per acquistare la droga. Nel volume descrisse poi le umiliazioni personali e quelle dei ragazzi che come lei erano tossicodipendenti. riporto il link dell'articolo http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/christianef/christianef/christianef.html thanks to repubblica.it
altro articolo L'ex ragazza delle zoo di Berlino ricade nella droga Aveva raccontato al mondo il dramma dei cocainomani ALESSANDRO ALVIANI BERLINO Non ce l’ha fatta. Lo spettro che si era impossessato di lei ancora giovanissima e l’aveva trasformata in un simbolo a livello mondiale è tornato a bussare alla sua porta e l’ha sopraffatta ancora una volta, a trent’anni di distanza. Chistiane Vera Felscherinow, la «Chistiane F.» del libro «Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino», è tornare a fare uso di droga, secondo quanto rivela il quotidiano della capitale B.Z. Da qualche tempo Christiane, oggi quarantaseienne, aveva ricominciato a frequentare compagnie poco limpide. Solo il luogo era diverso: non più quella stazione berlinese di Zoologischer Garten descritta nel libro come centro della prostituzione infantile e dello spaccio di eroina, bensì Kottbusser Tor, celebre punto di incontro nella multiculturale Kreuzberg.
E poi Amsterdam. Qui la donna si era trasferita a febbraio, ricadendo a poco a poco vittima dei suoi incubi: aveva ricominciato a bere, a consumare eroina. E, soprattutto, a non prendersi più cura del figlio, oggi undicenne. Lo stesso figlio che, dopo il suo ritorno in Germania, a giugno, le è stato sottratto dall’ufficio per i minorenni di Potsdam. Al momento, ha chiarito un portavoce dell’ufficio, una riconsegna del bambino «è esclusa». Prima la donna dovrà riuscire a ridiventare padrona della sua vita. Quella vita che era già uscita dai binari una volta, a dodici anni, quando Chistiane Vera Felscherinow aveva fatto le prime esperienze con le droghe.
A quattordici, ormai dipendente dall’eroina, aveva iniziato a prostituirsi nell’area intorno allo zoo di Berlino. Primo passo verso l’abisso che, tra esperienze traumatiche come la morte della migliore amica Babette Döge (Babsi), la più giovane vittima dell’eroina in Germania, la porterà nel 1978 a testimoniare in un processo. È l’occasione dell’incontro con Horst Rieck e Kai Hermann, i giornalisti dello Stern che la intervisteranno a più riprese, scrivendo poi «Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino».
Un testo che svelerà per la prima volta la realtà quotidiana dei bambini schiavi della droga. Una notorietà improvvisa che Chistiane cercherà di dominare, lanciandosi in una breve carriera da attrice e cantante. Poi il trasloco in Grecia e il ritorno in Germania, a Berlino. Fino alla ricaduta. «È una donna senza lavoro, che si sente esclusa dalla società», aveva scritto il commentatore dello Spiegel dopo la sua ultima apparizione in tv, la scorsa estate. http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200808articoli/35559girata.asp
thanks to la stampa.it
anche su wikipedia è apparsa tale notizia da wikipedia"Tuttavia, a contraddire le sue dichiarazioni, è apparsa sul tabloid berlinese B. z. del 10 Agosto 2008 la notizia secondo cui le autorità berlinesi le avrebbero sottratto la custodia del figlio a causa di una sua ricaduta nella tossicodipendenza. Christiane avrebbe provato a trasferirsi per un periodo con il figlio ed il nuovo compagno a vivere in Olanda, dove avrebbe condotto una vita da tossicomane. Al ritorno in Germania le è stata sottratta la custodia di Jan Niklas"
articolo tratto da BILD.de Christiane F. – Ihr Absturz in Amsterdam BILD geht auf Spurensuche Von ANDREAS MEYER, RAINER MITTELSTAEDT und OLAF WEHMANN
Vor dem Doppelbett stehen zwei Korbstühle, blauer Teppich liegt auf dem Boden, an der Wand hängen bunte Bilder. Hier, in diesem kleinen Zimmer (4 mal 2 Meter) in Holland, begann der tragische Absturz der Christiane F. (46).
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Amsterdam, Mercatorplein, vom Hauptbahnhof sind es 16 Stationen mit der Straßenbahn nach Westen. Ein Viertel mit dreigeschossigen Rotklinkerbauten, arabischen und türkischen Geschäften, Teestuben, Telefonläden. Die Heroin-Zentrale Amsterdams.
Die Pension liegt über einem Fleischerladen, acht Zimmer, 5 Euro die Nacht. Wer kein Geld hat, zahlt später. Ende Mai kam Christiane F. mit ihrem Freund Joachim S. (37) und Sohn Elias (11, Name geändert) hier an. Vermieterin Ursula S. (76), eine ehemalige Berlinerin, lebt seit 27 Jahren in Holland, sagt: „Ich habe ihnen das Hanky-Panky-Zimmer (dt.: Techtelmechtel) gegeben, das kriegen immer Paare bei mir. Aber Christiane und Joachim haben mich enttäuscht.“
Immer wieder gab‘s Ärger mit der Polizei. Die Vermieterin: „Ich habe ihnen geholfen, und sie haben mich verleumdet! Sie haben der Bank erzählt, ich hätte sie bestohlen! Nach vier Wochen hab ich sie rausgeschmissen.“
Um den kleinen Elias kümmerte sich kaum noch jemand. Die Vermieterin: „Den Jungen habe ich wirklich gern gehabt. Am besten wäre es, wenn er nicht zu ihnen zurückdürfte.“ Der Junge schrieb E-Mails an seinen besten Freund in Brandenburg, unterhielt sich mit ihm über Computerspiele.
Inzwischen lebt er in einer Wohngruppe. Darf er nie wieder zu seiner Drogenmutter zurück?
DAS JUGENDAMT HAT CHRISTIANE F. DAS SORGERECHT ENTZOGEN!
Eine Sprecherin des Jugendamtes Potsdam-Mittelmark: „Sie kann der Erziehung und der Aufsichtspflicht des Kindes nicht mehr nachkommen!“
Das Amt prüft, ob Elias bei Oma Elisabeth P. aufwachsen darf, als glückliches Kind.
Den tragischen Absturz seiner Mama kann anscheinend niemand mehr stoppen.
Mutter Christiane F. ist wieder in den Straßen von Berlin und Amsterdam unterwegs. Freund Joachim S.: „Sie besorgt sich immer auf dem Schwarzmarkt Methadon, meistens am Kottbusser Tor. In regelmäßigen Abständen nimmt sie auch Heroin, ungefähr 10 Kugeln à 20 Euro im Monat.“ Die Dealer und die Junkies am Kotti kennen die Frau mit dem schulterlangen Haar. Dünn ist sie geworden. Kaputt sieht sie aus.
Ein libanesischer Dealer gestern: „Sie ist meist abends hier, kauft Ropnol. Das sind Pillen, bei Heroinabhängigen beliebt. Das Zeug hat eine ähnliche Wirkung, und eine Pille kostet knapp 1 Euro.“
Annette, die Schwester von Christiane F., zu BILD: „Ich habe nicht den leisesten Schimmer, wo meine Schwester steckt. Wenn man sie finden will, muss man in die Abgründe des Kottbusser Tors abtauchen. Dort wird man sie finden.“
link dell'articolo http://www.bild.de/BILD/berlin/aktuell/2008/08/12/christiane-f-kinder-vom-bahnhof-zoo/ihr-absturz-in-amsterdam.html
sempre tratto da BILD.de Christiane F. wieder zurück im Drogensumpf Mit 13 spritzte sie das erste Mal Heroin, wurde als Drogenkind bekannt. Jetzt, als Mutter mit 46, der Rückfall Von OLAF WEHMANN Sieben Kilometer liegen zwischen Bahnhof Zoo und Kottbusser Tor, 30 Jahre, viele Kügelchen Heroin, immer wieder Pläne voller Zuversicht – und jetzt der ganz große, tragische Absturz! Christiane F. (46), die als Drogenmädchen berühmt wurde, hat es nicht geschafft! Sie verlor Sohn Elias* (11), ihren letzten Halt – und tauchte in der Drogenszene vom Kotti unter. hr Leben lang war sie unterwegs, rastlos. Auf der Suche. Und auf der Flucht. Weg aus Berlin, aus ihrem Sumpf, weg von den Kindern vom Bahnhof Zoo. Mit 13 hatte sie sich dort die erste Heroinspritze gesetzt. Das Buch „Christiane F. – Wir Kinder vom Bahnhof Zoo“ machte sie berühmt.
Sie ging nach Hamburg, New York, Zürich, Griechenland – und konnte nirgendwo bleiben, nirgendwo glücklich werden.
Dann, 1996, die Wende! Sie wurde Mutter, richtete sich mit ihrem Kind eine bürgerliche Existenz in einem Mehrfamilienhaus in Teltow ein. Zwei-Zimmer-Wohnung, Pflanze auf dem Balkon.
Als sie jetzt einen neuen Mann kennen lernte und mit ihm auswandern wollte, zerbrach das letzte Stück ihres heilen Lebens. In BILD erzählt der Freund die Tragödie der Christiane F. Joachim S. (37): „Wir haben uns Anfang des Jahres über einen Freund kennen gelernt, verliebten uns. Ich zog zu ihr. Der Sohn nannte mich Joachim.“
Morgens brachten sie ihn gemeinsam zur Schule, der Junge schrieb gute Noten. Mutter Christiane betäubte sich jeden Tag. Der Freund: „Sie trank morgens eine Flasche Apfelkorn, schnupfte regelmäßig Heroin.“
Sie bekam nie Hartz IV, hat „eine große Summe Geld auf dem Konto“, so ihr Freund, „und bekommt pro Jahr etwa 20 000 Euro Tantiemen.“ Sie hatten Zukunftspläne. Joachim S.: „Wir verlobten uns. Ich kaufte Ringe, ließ unsere Namen eingravieren. Im Mai hatten wir die Idee, auszuwandern. Christiane fühlte sich hier verfolgt, glaubte, dass im ganzen Haus Spione wohnen würden. Ich wollte gern nach Spanien, sie lieber nach Amsterdam – auch wegen ihrem Chow-Chow ‚Leon‘...“
Sie packten ihre Koffer, meldeten den Jungen von der Schule ab und zogen nach Holland. Christiane F. pendelte zwischen Berlin und Amsterdam. „Sie trank sehr viel, nahm Methadon und Heroin, kiffte andauernd“, sagt der Freund. „Der Junge bekam nichts zu essen, saß manchmal 16 Stunden am Tag vor der Playstation.“ Und weiter: „Christiane magerte stark ab. Sie aß kaum noch etwas, höchstens rohe Steaks mit Maggi!“
Bei einem Berlin-Besuch griff das Jugendamt endgültig durch und nahm den Jungen mit. Er lebt jetzt in einem Heim. Seine Mutter hat ihn angeblich nicht mehr besucht. Der Freund: „Eigentlich ist sie der liebenswürdigste Mensch auf der Welt, dann kann man sie nur umarmen. Aber manchmal will ich sie nur schütteln... Sie ist so bildhübsch, sieht aus wie 30, höchstens 33, wenn sie sich zurechtmacht. In den letzten Wochen, in Amsterdam, sah sie aus wie 65...“ Horst Rieck, der das Buch über Christiane F. schrieb, hatte vor 14 Tagen das letzte Mal Kontakt zu ihr. Zu „Spiegel Online“ sagte er: „Ich habe sie für sehr angespannt gehalten. Sehr schockiert und durcheinander nach den Ereignissen. Sie war in Amsterdam. Dort war sie wohl mit jemandem zusammen, der sie nicht gut behandelt.“
Joachim S., der Freund, weiß nicht, wo Christiane F. ist. In Amsterdam oder am Kotti, irgendwo da draußen bei ihren Junkie-Freunden, glaubt er.
link dell'articolo http://www.bild.de/BILD/berlin/aktuell/2008/08/11/christiane-f-wieder-zurueck/im-drogensumpf.html
thanks to BILD.de
sperando che la situazione possa migliorare tutto il forum è vicino a christiane f. e a suo figlio _________________ It's not the side-effects of the cocaine I'm thinking that it must be love It's too late - to be grateful It's too late - to be late again It's too late - to be hateful The european cannon is here |
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